#Menomalecheègiovedì

Il TapasDay al ristorante Albufera di MilanoÈ stato un giovedì particolarmente intenso lo scorso 15 giugno. Mi sono mosso, ho fatto cose, ho visto gente… Più o meno in questo ordine:

  • ho pubblicato su ALIBI la recensione della performance Louvre I
  • ho visto il docu-film su Michelangelo
  • ho mangiato le tapas da Albufera
  • ho visto la mostra “Milano in Egitto”
  • ho bevuto un caffè “napoletano”
  • ho visto la mostra di Ferdinando Scianna da FormaFoto
  • ho comprato un libro di Colin Dexter
  • ho fatto qualche simpatica conoscenza
  • ho mangiato pintxos baschi da Eataly
  • ho preso a calci un riccio (ma per salvargli la vita!)
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Weekend a Londra

Copertina del libro "Il mistero del terzo miglio" di Colin Dexter, SellerioHo trascorso un intenso weekend a Londra, con puntate più o meno fugaci sul campo di battaglia di El Alamein e nella cittadina universitaria di Oxford. Il tutto senza muovermi dal mio comodo divano Chester, se non per andare allo stadio di Robbiate a vederne di tutti i colori.

Da lì sono tornato a casa con una coppa (non mia) per un più che onorevole secondo posto. Complimenti alla Tritium e grazie mille a Colin Dexter per il suo giallo “Il mistero del terzo miglio” (Sellerio). Da cui è tratto questo brano:

“Non tutti bevono, signore”.
“Ma certo che tutti bevono! È che lui era un tipo strambo, questo è poco ma sicuro. Mi ascolti ancora un minuto. Da giovane avevo sentito parlare di un ministro metodista che si vergognava un poco a farsi vedere sempre immerso nella lettura della Bibbia, che so, sul treno o in autobus. E così, per potersi leggere in pace Ezechiele o roba del genere, si era fatto preparare una copertina speciale che raffigurava un pistolero in groppa a un cavallo, e se l’era fatta incollare sopra la Bibbia”.

Adesso mi è venuta voglia di leggere Ezechiele.

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Cambio di stagione

Dr House sulla spiaggiaParafrasando Mark Twain, questa primavera rischia di passare alla memoria come l’autunno più freddo e grigio. Ma forse qualcosa sta cambiando.

Di certo c’è che ieri sera abbiamo visto, sdraiati in tre sul divano, l’ultimo episodio della serie 7 del Dr House. Intanto ci gustavamo l’ottima pizza (le ottime pizze) della editora.

Mi capita spesso di domandarmi ” Ma cosa si ricorderà il figliolo di tutte queste sere passate a guardare il Dr House, degli aperitivi con patanegra e uova barzotte seduti per terra sulla coperta, dei compiti fatti insieme, dei viaggi in posti come Gerusalemme, delle battute e dei giochi di parole…?”. Chissà! Dei miei primi 11 anni ricordo pochissimo. Di certo non facevo l’aperitivo seduto per terra…

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Mercoledì ad arte

mercoledì ad arteMercoledì intenso, ieri. In sintesi:

  • ho visto il film “Il giardino degli artisti”
  • ho visitato la mostra di Kandinskij al Mudec
  • ho fatto un giro alla Pinacoteca di Brera
  • sono stato alla presentazione de “Il mistero Arnolfini” di Jean-Philippe Postel

È stato come tornare a respirare.

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Ma che Primo Maggio d’Egitto!

Mostra "Egitto 1914" al Museo di GavardoÈ stato un Primo Maggio davvero inusuale quello di quest’anno: all’insegna dell’Egitto, con doppia sorpresa a renderlo ancora più interessante. Siamo andati in gita a Gavardo, a pochi chilometri da Salò (BS), per visitare la piccola mostra fotografica “Egitto 1914. La vita straordinaria di Theodor Kofler, pioniere della fotografia archeologica aerea” (recensione su ALIBI Online).

Fino a pochi giorni fa non avevo mai sentito parlare di Gavardo, mentre Kofler era già finito – per caso – nel mio radar che da mesi è puntato sull’Egitto.

La prima sorpresa è quella che la nostra visita (di noi brianzoli che abbiamo percorso 100 km per una mostra “di nicchia”) ha destato negli organizzatori. Ci è valsa una piacevole chiacchierata e una visita guidata del Museo Archeologico della Valle Sabbia tutta per noi. Dovremo tornare per approfondire. E magari scavare…

La seconda sorpresa l’abbiamo avuta dopo aver girato per le vie di Salò sotto la pioggia. I ristoranti erano pieni, tranne Gabriellino. Per fortuna nostra. Così ci siamo gustati un pranzo memorabile, con tanto di epifania di asparagi. Anche qui dovremo tornare per approfondire. E dimenticare le disgrazie dell’Inter, che ieri ha perso in casa contro il Napoli.

La cosa m’interesserebbe il giusto, se non avessi portato il figliolo a San Siro come regalo per la Cresima, spendendo in totale quanto un pranzo da Gabriellino in tre.

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Settimana intensa

Giovanni Lindo Ferretti al Druso di RanicaLa scorsa è stata una settimana intensa. No, non la mia. Beh, sì, anche la mia. Ma mi riferisco piuttosto a quella del mio figliolo, sempre meno avanzodibalena e sempre più omettodimondo. In sette giorni ne ha fatte di cose: a cominciare dal saggio musicale con scambio di bacchette. Poi ha assistito alla Cleopatràs di Testori (non proprio uno spettacolo per bambini). E ha giocato tutta una mattina a calcio con il termometro costantemente sotto zero. Qui invece lo vedete appoggiato al palco del Druso di Ranica. Dietro il pilone c’è Giovanni Lindo Ferretti.
E manca ancora un mese ai suoi primi undici anni…

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Ci salverà la bellezza. Punto di domanda

antinoo-louvreGiorni che scivolano via inconcludenti. Scrivo mail, compilo moduli, lancio bottiglie nell’oceano dell’indifferenza: nessun riscontro. Intanto monta la marea del Referendum, come fosse il Leviatano. Lunedì mattina non distribuiranno pasti gratis per le strade né i Cosacchi abbevereranno i loro cavalli in Piazza San Pietro. Ci sarà coda sulla Est, ci potete scommettere. Per il resto, nulla di nuovo sotto il sole.
Da parte mia devo mettere un po’ di ordine sulla scrivania, negli archivi, nelle rubriche, nei quaderni e nelle agende. La parola d’ordine del 2017 sarà “minimalismo”. E studio dei classici. Ci salverà la bellezza. Punto di domanda.

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Gibbon, Mahmud di Ghazna e Marvin Gaye


A volte (più spesso di quanto si creda) ci si diverte leggendo le pagine della Storia della decadenza e caduta dell’impero romano di Edward Gibbon (che sto recensendo, puntata per puntata, su ALIBI Online).

Oggi, per esempio, ho letto il brano qui sotto, pensando al brano qui sopra. Due classici. Due capolavori. In mezzo Mahmud di Ghazna:

Per lui fu inventato il titolo di sultano e il suo regno si estese dalla Transoxiana ai dintorni d’Isfahan, e dalle rive del Caspio alla foce dell’Indo; ma la prima origine della sua fama e delle sue ricchezze fu la guerra santa che egli fece ai popoli dell’Indostan. Basterebbe appena un volume a descrivere le battaglie e gli assedi delle sue dodici spedizioni, e io non posso perdere una sola pagina in narrazioni estranee al mio assunto. Né inclemenza di stagioni, altezza di montagne, larghezza di fiumi, aridità dei deserti, moltitudine di nemici, o il formidabile aspetto degli elefanti da guerra, arrestarono l’eroe musulmano. Il sultano di Ghazna superò i limiti delle conquiste di Alessandro. Dopo una marcia di tre mesi fra i monti del Kashmir e del Tibet, pervenne alla famosa città di Kinnoga, sulle rive dell’alto Gange, e in una battaglia navale su un ramo dell’Indo affrontò e vinse quattromila barche degl’indigeni. Delhi, Lahore e Multan furono costrette ad aprirgli le porte.

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Riassunto

Tagli. Un omaggio a FontanaSono trascorsi poco meno di due mesi dalla pubblicazione del post precedente. Basta questo a dimostrare quanto sia intenso il periodo che sto vivendo. Mille le cose da fare: qualcuna va per il verso giusto, qualche altra neanche ci prova, molte altre restano allo stato di progetti.
Faccio fatica a ricordarmi quanto è successo in questo lasso di tempo relativamente ristretto. Mi aiuto con la libreria delle fotografie salvate sul computer:

  • ho fatto il magazziniere
  • sono stato a San Siro
  • ho visitato alcune mostre interessanti
  • ho partecipato a qualche incontro sui Social Media
  • sono andato a Bruxelles. Poi a Lovanio e ad Anversa
  • ho letto qualche bel libro
  • ho mangiato pata negra
  • e, come sempre, ho bevuto un sacco di caffè
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Dove sono?

Marc Chagall, David e Betsabea, dalla copertina del libro di Martin Buber "Il cammino dell'uomo"Tra le tante cose, sto leggendo (centellinando, visto il numero esiguo di pagine) Il cammino dell’uomo di Martin Buber (Edizioni Qiqajon Comunità di Bose). Mi ha colpito soprattutto la lezione del rabbi Shneur Zalman al comandante delle guardie: quando Dio domanda ad Adamo “Dove sei?” (Gen. 3,9) sta parlando a noi. A ciascuno di noi. Beh, dove sono io, non ancora a 46 anni come il capo delle guardie, ma come lui sperso in questa vita? Bella domanda. Cerco di trovare un senso, la mia via, soddisfazioni. Con scarsi risultati. Bloccato nel traffico del rientro mi stupisco nel constatare la tranquillità con cui l’affronto, io che mi innervosisco per un nonnulla e odio fare la coda. E mi spavento. Perché comprendo che non è la vittoria della volontà, ma il segnale di una resa a cui non vorrei mai arrivare.

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