Giorgio Ghisi sul Tago

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Giorgio Ghisi non è interessato all’iniziativa “Io Tago” di ALIBI Online. Liberissimo. Ha già lasciato un commento acido qualche tempo fa (che ho pubblicato) e un altro ieri (che non ho pubblicato). Ma vorrei togliermi tre sassolini dalla scarpa prima di prendere il treno che mi porterà a Torino per il Salone del Libro:
- Giorgio Ghisi è il nome di un incisore del Cinquecento.
- La mail che ha lasciato il commentatore è farlocca.
- In testa mi frulla un sospetto…

Quello che più mi infastidisce è questo atteggiamento di ribalderia da pavidi: tirare il sasso e nascondere la mano. Esci allo scoperto, Giorgio Ghisi! Io rispetto il diritto di parola, di critica e di dissenso di tutti, purché non trascenda nell’insulto. Anche il tuo. Sia detto per inciso.

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In mezzo al Tago

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Grazie alle quote acquistate oggi siamo finalmente arrivati a metà strada! Il progetto “Io Tago”, il viaggio-reportage di ALIBI Online, ha raccolto infatti 500 €. Mancano ancora molti giorni alla scadenza della raccolta fondi, ma il viaggio partirà domenica mattina! Se volete seguirne le puntate, puntate 5 euro! Almeno.

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L’interpretazione dei sogni

GiuseppeProsegue la lettura “a tappe” (6 pagine al giorno) della tetralogia Giuseppe e i suoi fratelli di Thomas Mann. Iniziata a metà agosto dell’anno scorso, si concluderà a metà agosto di quest’anno. Sono ormai giunto al quarto libro: Giuseppe il Nutritore. Nelle pagine di oggi il coppiere di Faraone racconta il suo sogno e Giuseppe glielo interpreta.

“… in fondo ciascuno è interprete per natura dei propri sogni e solo per motivi di eleganza si serve dell’interpretazione altrui. Voglio svelarvi il segreto dei sogni: l’interpretazione precede il sogno, e noi sogniamo a partire dell’interpretazione”.
(pag. 836)

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First rule

studentessaNon c’è bisogno di aver fatto una scuola di giornalismo per sapere che non è una notizia il fatto che un cane morde un uomo. Lo è se un uomo morde un cane. È la prima regola del giornalismo. Ne consegue che bisognerebbe piantarla di pubblicare articoli (travestiti da inchieste) su studentesse che fanno le escort per mantenersi agli studi, come quello che appare oggi sul sito del Corriere della Sera. La notizia sarebbe che una escort fa una doppia vita da studentessa…

Merita comunque una citazione la chiusa dell’articolo, con questa candida (?) ammissione dell’interessata: «Quando finirò con questo lavoro? Quando avrò terminato gli studi e capirò che con un lavoro normale posso mantenere lo stesso stile di vita». Auguri.

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Todo modo

papi
- E la salute, la salute del papa? – s’informò l’industriale.
- I papi – disse don Gaetano – sono sempre in buona salute. Si può dire, anzi, che non solo muoiono in buona salute ma di buona salute. Parlo, si capisce, di salute mentale – rivolgendosi all’industriale – poiché la sua domanda, indubbiamente senza malizia, a quella alludeva… Altri mali, altri acciacchi, non contano.
- Già – io dissi – non si è mai dato il caso di un papa che per età, per arteriosclerosi, cominci a sragionare. Voglio dire: non si è mai saputo.
- Non si è mai dato, appunto – disse il cardinale.
- Non si è mai saputo – ribadii.
- Le cose che non si sanno, non sono – disse don Gaetano.
- Io direi che certe cose possono non sapersi, ma sono – risposi.
- Sì, d’accordo. Ma tenga presente che stiamo parlando della Chiesa, del papa – disse don Gaetano. – Una forza senza forza, un potere senza potere, una realtà senza realtà.

L. Sciascia, Todo modo, Einaudi, pagg. 34-35.

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Egli conobbe le sue lacrime

stella“Attar-Tammuz scendeva nel pozzo, nell’abisso come stella vespertina, ma per poi risalirne, era certo, come stella del mattino. Questa certezza si chiama speranza, ed è dolce dono. E tuttavia anch’essa è una sorta di trasgressione, perché diminuisce la dignità del sacro istante presente e anticipa le ore di festa che stanno ancora scritte nelle stelle, le ore che ancora non sono. Ogni ora ha la sua dignità, e non vive secondo le leggi della vita chi non sa disperare. Giuseppe era di questa opinione. La sua speranza era anzi un certissimo sapere; ma egli era anche un figlio del presente, e piangeva.
Egli conobbe le sue lacrime”.
(T. Mann, Giuseppe il Nutritore, Mondadori, pag. 767).

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Giuseppe il virgulto

Turner“Todo esto se expresaba en ese fruncir hacia abajo las boquitas y en el movimiento casi imperceptible de la cabeza con el que los coristas señalaban con la oreja hacia abajo, allí donde el vástago, con los brazos atados a la espalda, era conducido por las aguas de Egipto en una embarcación de vela movida a golpe de remo, camino de la prisión”.

“Tutto questo diceva il contegnoso arricciarsi delle labbra, il moto quasi impercettibile delle teste con cui i cori angelici, chinando l’orecchio, s’indicavano il punto dove quel virgulto, le braccia legate sul dorso, in una barca a vela spinta da remi, veniva condotto in prigione lungo il fiume d’Egitto, discendendolo”.
(T. Mann, Giuseppe il Nutritore, Mondadori, pag. 762).

Gli angeli malignavano e Giuseppe il virgulto (el vástago) navigava.

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Sobria soddisfazione

Alla notizia della formazione del governo Letta Jr Nelson Mandela ha espresso sobria soddisfazione.
Vive in Sudafrica, non è stato nominato ministro e non è sposato con la De Girolamo.

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Aggiornato

BrayVi state chiedendo “Ma chi è Massimo Bray?!”, appena nominato Ministro per i Beni e le Attività Culturali… Niente paura. Vi viene in soccorso Wikipedia, che sub voce recita: “Massimo Bray (Lecce, 11 aprile 1959) è un politico italiano appartenente al Partito Democratico.
Laureato in lettere e filosofia, è eletto deputato il 24-25 febbraio 2013.
Il 27 aprile 2013 è stato nominato da Enrico Letta Ministro per i Beni e le Attività Culturali e ministro del Turismo”.
Sorprendentemente, però, viene taciuto il suo più grande merito: NON è sposato con Nunzia De Girolamo.
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La risposta è: No.

Poteva andare peggio?

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