Sobrietà

quadrato neroCi stiamo abituando a tutto e a tutti. A chi partecipa a un funerale in canottiera o con le ciabatte infradito; a chi fa la spesa (s)vestito come se fosse in spiaggia; a chi urla gli affari suoi al cellulare mentre cammina per strada; a chi indossa il crocifisso come fosse una bandiera; a chi si riempie di tatuaggi che deve ostentare al mondo intero; a chi discetta di concessioni autostradali un minuto dopo aver espresso perle di saggezza sui vaccini o sulla politica estera della Russia. E invece abbiamo bisogno – tanto bisogno – di sobrietà. Soprattutto nei costumi. E non parlo di vestiti.

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Grande Fratello? Magari!

Senza che glielo chiedessi, Google (Big G.) mi ha mandato come di consuetudine il sunto dei miei spostamenti nel mese di luglio. Sa tutto di me. Sa tutto di noi. Probabilmente (sicuramente) non è un bene.

In effetti, però, non è un bene neanche che amministrazioni pubbliche ed enti privati che maneggiano da sempre i nostri dati diano prove imbarazzanti al confronto con la precisione millimetrica del Grande Fratello. Nonostante l’aggiornamento dell’indirizzario capita ancora che la banca spedisca la posta a un vecchio recapito. Il Comune (che non è Pechino né Città del Messico) ha inviato una comunicazione a mio padre – per altro suo affittuario – a un indirizzo obsoleto da anni.

Solo per caso – cioè solo perché ho preso una multa durante il noleggio di un’autovettura Enjoy a Roma lo scorso maggio – ho scoperto che i vigili avevano multato la mia auto per sosta vietata nel gennaio del 2017. Bene, cioè male: a gennaio non ero a Roma, né mai ci sono andato con la mia vettura (una KA…). Di questa multa – evidentemente elevata contro qualcun altro con una targa simile alla mia (o che l’ha clonata) – non avrei mai saputo nulla in vita mia, probabilmente. La notifica sarà stata indirizzata al vecchio recapito, ovvero al paese accanto al mio – con cui peraltro costituisce un’unione. Che in un anno e mezzo nessuno sia riuscito a risalire al mio nuovo indirizzo? Nuovo si fa per dire: abito qui da 11 anni.

Avessero chiesto a Google!

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Tra Leigh Fermor e Chatwin

Kardamyli e Patrick Leigh FermorSiamo tornati a Kardamyli a un anno di distanza. I lavori alla casa di Patrick Leigh Fermor sono ancora in corso. Pare che verrà aperta la prossima estate. Intanto ci siamo goduti la cittadina meglio dell’anno scorso. Abbiamo bevuto un ottimo caffè da Aquarella e comprato un paio di libri all’edicola libreria, tra cui Drink Time! In the Company of Patrick Leigh Fermor di Dolores Payás.

Nel pomeriggio siamo saliti a Exochori per visitare la chiesetta di Agios Nikoloas, nei pressi della quale sono state sparse le ceneri di Bruce Chatwin, secondo le sue volontà. Questa volta l’abbiamo trovata aperta e così abbiamo potuto ammirarne gli affreschi.

PS: nella  puntata di ieri de I girasoli di Radio Popolare è andata in onda la mia recensione delle mostre sulla bellezza al Museo Archeologico di Atene e sulle fotografie di Joan Leigh Fermor al Museo Benaki. Qui il podcast.

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L’ispettore Morse, Gibbon e Sherlock Holmes

Cinismo come suprema forma d’intelligenza? Non lo so, onestamente. Negli ultimi tempi sto riguardando – di nuovo – tutti gli episodi del Dr House. Quello che più mi intriga sono senza dubbio i dialoghi. Micidiali. Nelle altre serie non trovo nulla alla loro altezza. Devo quindi ricorrere alla letteratura. Per esempio ai gialli di Colin Dexter, come “Niente vacanze per l’ispettore Morse” (Sellerio), nelle cui ultime pagine si trova questa perla:

Gli (all’ispettore Morse, ndr) passò per la testa la sua citazione preferita da Gibbon; si trattava di un’osservazione a proposito di un papa del quindicesimo secolo, l’Antipapa Giovanni XXIII, che da ragazzino l’aveva impressionato al punto che se l’era stampata nella memoria parola per parola, e ancora la ricordava dopo così tanti anni: «Le accuse più scandalose furono lasciate cadere; il vicario di Cristo fu accusato soltanto di pirateria, omicidio, stupro, sodomia e incesto».

Micidiale, appunto. Poi ho cercato un po’ su internet e ho trovato quella che mi è parsa una rivelazione e insieme una conferma. Nel suo libro “Arthur Conan Doyle and the Meaning of Masculinity” Diana Barsham definisce Gibbon “a prototype of Holmes”, nel senso di Sherlock Holmes. Dunque la catena è: Gibbon → Sherlock Holmes → Dr House.

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Le albicocche di Proust

Noccioli di albicoccheAddentando un’albicocca a merenda mi ha colpito come un fulmine un ricordo sepolto negli strati più bassi della memoria. Mi sono ritrovato bambino, in colonia estiva o negli interminabili pomeriggi a casa o all’oratorio, quando giocavo con i noccioli delle albicocche. Altro che smartphone! Per l’uso, i noccioli erano levigati, praticamente privi di asperità. Mi hanno sempre trasmesso un’idea di pulito oltre che di polito, come i rami dell’ulivo…

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(Quasi) tutte le mattine del mondo

tapas prima dello spettacolo Stabat Mater con Maria Paiato e del concerto di Jordi SavallGiornata intensa, ieri. Di quelle che rimangono nella memoria anche se non le racconti nel diario. Il caso (che non esiste) ha voluto che abbia scoperto solo all’ultimo il concerto Tous les matins du monde di Jordi Savall al Conservatorio di Milano, quando ormai era sold out.

Il provvidenziale intervento di un’amica mi ha procurato un biglietto per la mia editora, mentre io sono andato a vedere Maria Paiato in Stabat Mater di Antonio Tarantino al Piccolo Teatro Studio Melato (ne scriverò a breve su ALIBI), non prima però di aver condiviso una tabla iberica e qualche croquetas di jamon e bacalao.

Già così sarebbe stata una serata intensa. Ma perché fermarsi a 30, se puoi arrivare a 40? Così al termine dello spettacolo ho attraversato a passi lunghi e ben distesi il centro di Milano e sono arrivato al Conservatorio proprio durante l’intervallo del concerto. Nessuno mi ha chiesto niente e io, con una nonchalance che non credevo di avere (e che in effetti non ho) mi sono seduto accanto alla mia editora, nel posto lasciato libero da una signora a cui era bastata la prima parte per sentirsi soddisfatta. La seconda me la sono goduta io!

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Tempo di regali

Tempo di regali di Patrick Leigh FermorArchiviate da tempo le feste, è tempo di riprendere Belpais. Prendendo nota, per esempio, di uno dei buoni propositi del 2018: leggere i libri che compro o mi regalano. Ecco quelli trovati sotto l’albero di Natale (in realtà un ramo…):

  • Wegner & Wegner, The Sphinx That Traveled To Philadelphia
  • AA.VV., Milano in Egitto
  • Berman, The Priest, the Prince and the Pasha
  • Singer, Keyla la Rossa
  • Leigh Fermor, Tempo di regali
  • Wright, Gli anni del terrore
  • Sciascia, Napoleone. Intervista immaginaria
  • Erba, Si passano le stagioni

Gli osservatori più attenti avranno notato che ci sono due edizioni del libro di Leigh Fermor: quella tascabile mi è stata inviata per sbaglio dall’editore Adelphi, al posto di quella della collana “Biblioteca Adelphi” che avevo ordinato. Non sarà sfuggita loro neppure la presenza di tre quaderni Moleskine: sono i nostri diari per il 2018.

Come sta scritto, “il taccuino è aperto e la mano scrive”.

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A cuor scontento

A cuor contento: il CD di Giovanni Lindo FerrettiSono andato a Canossa, letteralmente. E poi sono salito a Cerreto Alpi. È stato un sabato memorabile, seguito da una domenica piuttosto intensa (e piacevole). Lo scontro con la realtà, lunedì, è stato durissimo. Perché non riesco ad avvicinare – non dico a sovrapporle, sarei troppo ingenuo – le due parti della mia vita?
Intanto leggo Il Negus di Kapuscinki, archivio in digitale pagine del Sole 24 Ore, metto ordine in garage e aspetto che suoni il telefono. A cuor scontento.

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Ritorno a casa

La bandiera greca sventola sull'Acropoli di AteneMancavo da molti (troppi) anni. Nel frattempo Atene è cambiata profondamente, così come sono cambiato profondamente io. Eppure è rimasta la stessa città di quell’ormai lontano Ottantanove, l’anno del mio primo viaggio all’estero senza i genitori. E lo stesso vale per me.

Adesso ci sono gli smartphone e da pochi mesi si può addirittura navigare su internet e telefonare senza i proibitivi costi del roaming. Ricordo quando chiamavo casa dal telefono del campeggio, con gli scatti calcolati al minuto (alla carlona): ogni telefonata costava più di un giorno di piazzola per la tenda…

Atene è diventa (mi pare diventata) più bella. I suoi musei sono spettacolari, anche l’Archeologico che è rimasto sostanzialmente invariato. E c’è ancora il mitico Milko!

L’ho capito, anzi l’ho sentito deep inside: è stato un ritorno a casa.

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La settimana inizia con la B

TimemachineSto cercando, faticosamente, di mettere un po’ d’ordine tra le mie cose e più in generale in tutta la mia vita. Ho solo l’imbarazzo della scelta su dove cominciare. Così inizio dalla B. Mi sto organizzando per rendere il lunedì il giorno dei controlli. L’obiettivo è abituare la mente alla regolarità delle operazioni da compiere, azioni che hanno più senso e maggior utilità se, appunto, ripetute con scadenza fissa. E allora sia il lunedì il giorno della B:

  • bilancia
  • benzina
  • back-up
  • Belpais
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