L’ispettore Morse, Gibbon e Sherlock Holmes

Cinismo come suprema forma d’intelligenza? Non lo so, onestamente. Negli ultimi tempi sto riguardando – di nuovo – tutti gli episodi del Dr House. Quello che più mi intriga sono senza dubbio i dialoghi. Micidiali. Nelle altre serie non trovo nulla alla loro altezza. Devo quindi ricorrere alla letteratura. Per esempio ai gialli di Colin Dexter, come “Niente vacanze per l’ispettore Morse” (Sellerio), nelle cui ultime pagine si trova questa perla:

Gli (all’ispettore Morse, ndr) passò per la testa la sua citazione preferita da Gibbon; si trattava di un’osservazione a proposito di un papa del quindicesimo secolo, l’Antipapa Giovanni XXIII, che da ragazzino l’aveva impressionato al punto che se l’era stampata nella memoria parola per parola, e ancora la ricordava dopo così tanti anni: «Le accuse più scandalose furono lasciate cadere; il vicario di Cristo fu accusato soltanto di pirateria, omicidio, stupro, sodomia e incesto».

Micidiale, appunto. Poi ho cercato un po’ su internet e ho trovato quella che mi è parsa una rivelazione e insieme una conferma. Nel suo libro “Arthur Conan Doyle and the Meaning of Masculinity” Diana Barsham definisce Gibbon “a prototype of Holmes”, nel senso di Sherlock Holmes. Dunque la catena è: Gibbon → Sherlock Holmes → Dr House.

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